Cohiba
Che vorrei tu conoscessi almeno un po'
C'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire
E non credere a chi dice di no
Perché c'è
C'è un profumo inebriante che dall'Africa alle Ande
Ti racconta di tabacco e caffè
C'è una voce chiara ed argentina, che fu fuoco e medicina
Come adesso è amore e rabbia per me
C'è, tra le nuvole di un sigaro, la voce di uno zingaro
Che un giorno di gennaio gridò
C'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato
Che per sempre quella voce cercò
E che diceva
Venceremos adelante
O victoria o muerte
Venceremos adelante
O victoria o muerte
C'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza
Che vorrei tu ricordassi almeno un po'
C'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta
E invece è l'unica certezza che ho
C'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria
Solo che quel giorno il vento cambiò
C'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo un viso
Che milioni di bandiere giudò
E che diceva
Venceremos adelante
O victoria o muerte
Venceremos adelante
O victoria o muerte
L'america ci guarda
Non proprio con affetto
Apparentemente placida ci osserva
Ma in fondo, lo sospetto
Che l'America, l'America ha paura
Altrimenti non si spiega come faccia
A vedere in uno stato in miniatura
Questa orribile minaccia
Por esto
Venceremos adelante
O victoria o muerte
Venceremos adelante
O victoria o muerte
El trovador cubano Silvio Rodríguez abrió el 1 de septiembre en el Gran Teatre del Liceu de Barcelona su nueva gira por el Estado español con un concierto de 22 canciones que fue creciendo paulatinamente hasta desembocar en una sucesión final de clásicos. A punto de cumplir 80 años, Rodríguez mostró una voz sólida, mantuvo la habitual sobriedad de sus conciertos, dejando que fueran las canciones y la poesía las que expresaran aquello que apenas necesitó explicar con palabras.
Las plataformas digitales democratizaron el acceso a la música y multiplicaron las posibilidades de publicación para miles de artistas. Sin embargo, dos décadas después de su irrupción, el mercado parece avanzar hacia una dirección inesperada: los éxitos son cada vez más locales, los algoritmos refuerzan las fronteras culturales y, salvo los artistas mainstream, resulta cada vez más difícil descubrir en nuestros escenarios a músicos procedentes de otros países, especialmente cuando deben cruzar un océano.