Tutto quello che so dei satelliti di Urano
senti a mamma tua."
Disse l'osso al cane
ed io ti dò ragione.
Stasera se mi metto a tavola
con te
mi mangio le parole.
"Pensa a quello che ti resta
e apri la finestra."
Fece il vento a quella luce
nella stanza.
E tu mi hai detto ne ho abbastanza
di te.
Una bugia la devi costruire
per salvarti dal niente.
Sui passi miei
ci ha camminato l'idea di non pensare
al giorno più bello che merito
Ma il pane non è stanco del suo lievito,
nemmeno io di quello che divento.
Ti racconterò
tutto quello che so dei satelliti di Urano
come fa a dormire piano
la luna sopra alla città che gli ha succhiato il sangue
come una zanzara.
Ti racconterò
di una lingua misteriosa
come quella della rosa al cimitero
che dà voce al pensiero.
E fà volare le sue spine fino ad attraversare il cielo.
Non dar retta a chi ti dice
se non trovi pace,
poni la fiducia solo nella scienza.
Se di qualcosa ne hai abbastanza
lassa sta'.
Ma amare è semplice, basta considerare
tornare a casa, appena ti hanno messo fuori strada...
Ti racconterò tutto quello che io so
dei satelliti di Urano
che si può viaggiare lontano
anche tra gli scaffali del supermercato
quando cerchi il burro che ha cambiato nome.
Ti racconterò
come ritarda il suo volo
un gabbiano alla stazione di Milano
per salvarsi dal niente.
E come cantano i bambini dell'Antartide,
come si vede il mare il mare dal balcone di mia zia Luisa.
Scommetto che tutte le cose dentro all'universo
Ritroveranno il tempo di restare qui vicino a me
(se non te ne vai).
Scommetto che tutte le cose dentro all'universo
quando vorranno dire addio
respirano così:
(2013)
Pasión Vega presenta en concierto su nuevo disco Pasión Almodóvar con una selección de canciones que forman parte del universo cinematográfico del director manchego Pedro Almodóvar.
El veracruzano Rafa Mesa, desde 2018 en su alter ego artístico Pehuenche, se presentó en formato quinteto en Barcelona dentro de su primera gira europea que le ha llevado a Londres, Copenhague, a varios escenarios de Barcelona y finalmente Madrid.
Abril de 2026. Una visita a Cuenca. La ciudad alta parece casi inalcanzable pero se va abriendo al paso del caminante y se descubre a pinceladas, se avanza lentamente con atención a los detalles, te va envolviendo su generosa ofrenda de ocres, una esencia dulce de calles antiguas, escenario de historias de vida que fueron y van arriba y abajo. Cuenca, refugio de miradas eternas que en sus horizontes van quedando guardadas, también en nuestra memoria. Cuenca, la de la piel quebrada por hoces y ríos, la que celebró en el siglo XX su poeta Federico Muelas, la que envejece y revive en el XXI y cada día.
No es fácil sobresalir entre la vorágine de propuestas que luchan por conquistar un espacio en el disputado hábitat sonoro. Muy lejos de esa competición se encuentra Azimut, el nuevo trabajo de Joan Isaac junto a Eduard Iniesta, que se instala en otro ecosistema creativo.
El nuevo libro Mig segle vora el drac. Una història del grup Falsterbo de Miquel-Lluís Muntané reconstruye más de medio siglo de trayectoria de Falsterbo, uno de los grupos fundamentales —y el más longevo— de la Nova Cançó, y, a través de su historia, recupera una parte esencial de la memoria musical y social de Cataluña.