Mio padre, la luna
che avrei trovato il suono della mia memoria
chi ci credeva che mio padre era la luna,
il satellite caduto dentro l'orbita di questo
cuore inconsueto,
quanto tutto è spento.
Alzo gli occhi e mi sento sulla via di casa
ricordo che bambino mi faceva schifo il calcio,
gesticolavo... pestavo i piedi al mondo se girava al contrario.
Ma non sanno che io ho smesso di soffrire
non cerco più fortuna, l'ha detto mio padre, la luna
il mondo è buio ma la luce sta negli occhi tuoi.
Chi avrebbe detto che era solo nel vento
che avrei trovato la misura del mio tempo
chi ci credeva che mio padre era la luna,
che mi avrebbero tradito la mia libertà
e la paura di essere amato,
tutte in un momento.
Alzo gli occhi e mi sento sulla via di casa
e vuoi vedere che un giorno diranno
ma perché non hai lottato
conto la società, la religione, lo Stato.
Ma non sanno che io ho smesso di soffrire
non cerco più fortuna, l'ha detto mio padre, la luna
il mondo è buio ma la luce sta negli occhi tuoi
ognuno danza con le ombre in modo differente
viaggia costantemente verso la visione che ha di sé.
Quelli come me non possono fiorire
su questa terra scura,
ma hanno solide radici sulla luna.
Il mondo è buio ma la luce sta negli occhi tuoi
per vivere una stella cerca la sua notte scura
questo lo ha detto mio padre, la luna.
La cantante, flautista y compositora catalana Magalí Sare presenta Descasada, un trabajo entre la investigación antropológica y la libertad musical. Sare se sitúa en una escena de mujeres altamente formadas que han redefinido la canción de autor contemporánea.
En Barcelona tenemos la suerte de poder disfrutar de una cada vez más numerosa comunidad de artistas argentinos que habitan la ciudad y que enriquecen nuestra vida cultural. Con pocos días de diferencia tres de ellos han presentado sus respectivos trabajos discográficos en diversos espacios: en una librería abierta a la música, en la sede de un extraordinario refugio asociativo de Sants y en el auditorio de una biblioteca histórica.
La última edición del BarnaSants, la primera dirigida por Marçal Girbau, ha reducido un 40% el número de conciertos pero ha aumentado un 33% la asistencia y la venta de entradas. Girbau, que ha valorado positivamente esta 31 edición en la rueda de prensa celebrada hoy en Barcelona, ha apostado por menos fechas, más peso artístico y producciones propias con recorrido. Y una vez más se ha reivindicado la creación del Ateneu de la Cançó.