Verrai
verrai a cavallo, al galoppo, di qualche sole invernale,
verrai come sempre all’improvviso,
su quel treno di mezzanotte,
verrai se si pettina indolente la luna nel mare.
Verrai dalle ceneri del fuoco degli amori che finiscono,
verrai su per i fianchi d’un corpo generoso e innamorato
come un incendio di colori,
quando nei giardini esplodono fiori,
verrai dal silenzio infinito dei cipressi delle valli.
Verrai dal desiderio,
dal dolore, dalla morte, da un viaggio,
verrai mentre volano aquiloni nel cielo azzurro di Kabul,
da un libro, da un pianto,
dal dubbio spento,
verrai dal bacio più amaro d’un addio di stazione.
Ti aspetto paziente come un bambino seduto davanti alla porta
che anela che piovano stelle nelle notti brevi d’estate,
sono un uccello senza nido,
sono un letto senza fiume,
mi uccide l’attesa ma so che qualche giorno verrai.
Avrai la bellezza selvaggia della spiaggia nascosta,
avrai i profumi d’oriente dei mercati di strada,
sarai la velatura del mio veliero,
il mio riposo se diverrò vecchio,
ti nascondi gelosa e giochi, e giochi con me.
Sarai la canzone
più riuscita che mai abbia scritto,
la frutta più dolce dell’albero, il frutto proibito,
muoio per te,
per te sola vivo,
dimentico tutto quando ti cerco di giorno o di notte.
Traduzione: Gianni Carlucci, Montserrat Collell Pasqués, Sergio Secondiano Sacchi, Franco Settimo
El trovador cubano Silvio Rodríguez abrió el 1 de septiembre en el Gran Teatre del Liceu de Barcelona su nueva gira por el Estado español con un concierto de 22 canciones que fue creciendo paulatinamente hasta desembocar en una sucesión final de clásicos. A punto de cumplir 80 años, Rodríguez mostró una voz sólida, mantuvo la habitual sobriedad de sus conciertos, dejando que fueran las canciones y la poesía las que expresaran aquello que apenas necesitó explicar con palabras.
Las plataformas digitales democratizaron el acceso a la música y multiplicaron las posibilidades de publicación para miles de artistas. Sin embargo, dos décadas después de su irrupción, el mercado parece avanzar hacia una dirección inesperada: los éxitos son cada vez más locales, los algoritmos refuerzan las fronteras culturales y, salvo los artistas mainstream, resulta cada vez más difícil descubrir en nuestros escenarios a músicos procedentes de otros países, especialmente cuando deben cruzar un océano.